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Diagnosi della ipertrofia prostatica

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ANAMNESI: Le domande da fare

Nell'anamnesi fisiologica vanno indagate specialmente le abitudini alimentari, quelle sessuali e l'attività lavorativa del paziente.
L'anamnesi patologica deve rivolgere particolare attenzione ad eventuali precedenti morbosi a carico dell'apparato genito-urinario, alla presenza di alcune patologie che possono influenzare la funzione vescico-uretrale (diabete mellito, malattie neurologiche), all'eventuale impiego di alcuni farmaci (anticolinergici, simpaticomimetici) e soprattutto all'accurata valutazione dei disturbi minzionali sia irritativi che ostruttivi attraverso l’IPSS (Internazional prostate simptom score , in grado di quantificare il grado di ipertrofia ,lieve , moderata, grave) attraverso la quantificazione di punteggi che si ottengono in risposta a certe domande.


ESAME OBIETTIVO

L'esame obiettivo generale deve ricercare soprattutto eventuali segni di insufficienza renale cronica (pallore, tachicardia, tachipnea, ipertensione arteriosa, fetore uremico, asterixis, etc.).
L'esame obiettivo urologico permette di rilevare in caso di ureteroidronefrosi l'aumento volumetrico dei reni e l'eventuale dolorabilità delle logge renali; in caso di ritenzione d'urina con distensione vescicale è possibile apprezzare alla palpazione ed alla percussione un globo vescicale.
Di fondamentale importanza è l'esplorazione rettale, che va eseguita a vescica vuota e andrebbe sempre preceduta dall'osservazione della minzione del paziente, in modo da esser certi della diminuzione della forza e dello spessore del getto. L'esame deve essere condotto su tutte le pareti dell'ampolla, soffermandosi poi ad analizzare i vari caratteri della ghiandola prostatica. Questa appare più o meno aumentata di volume, di consistenza teso-elastica, con limiti ben definiti, solco interlobare appianato e superficie liscia. La nodularità tipica dell'ipertrofia prostatica di regola non è palpabile perchè i noduli hanno sede nella zona di transizione della prostata craniale, ricoperta dalla zona periferica dell'organo. Talvolta un lobo iperplasico può svilupparsi in misura maggiore rispetto all'altro. L'esplorazione rettale fornisce anche l'opportunità di valutare il tono dello sfintere anale e quindi, indirettamente, lo stato dell'innervazione vescicale.


Nome commerciale:
Licoser

Principio attivo:
Saw Palmetto/Serenoa repens, Licopene,  Vit E, Zinco

Categoria:
Inibitore topico5-alfa riduttasi, inibitori dei recettori androgeni

Componenti:

Per 1 capsule: serenoa repens 320 mg,

Effetti collaterali:

Non riportati

Costo:
Euro 21,50 in farmacia
Euro 16,50 solo on - line  su fitoprostata.org

Disponibilità:

Solo in farmacia e solo su www.fitoprostata.org

ESAMI DI LABORATORIO DA EFFETTUARE

Analisi delle urine e l'urinocoltura permettono di evidenziare la presenza di un'infezione urinaria

Dosaggio dell'azotemia e della creatininemia nonchè la determinazione della clearance della creatinina documentano un'eventuale insufficienza renale.

Citologia urinaria su tre campioni (cioe su tre raccolte di urina effettuate al mattino per tre giorni consecutivi , che devono essere analizzate in vivo ) in caso di ematuria e/o di prevalente sintomatologia minzionale irritativa, dopo essersi accertati dell'assenza di un'infezione urinaria.

PSA con rapporto libero totale (antigene prostatico specifico)


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ESAMI STRUMENTALI

La flussometria (ULTIMA PARTE DELL'ESAME URODINAMICO COMPLETO)
Consiste nella registrazione dinamica del volume di urina emesso dall'uretra nell'unità di tempo.
I valori di flusso massimo vanno sempre valutati in relazione al volume mInzionale (cioè la quantità di urina emessa , che deve essere superiore ai 120 ml affinchè l’esame sia attendibile ).
Come si interpreta una FLUSSIMETRIA o FLUSSOMETRIA
•Valori di flusso massimo superiori a 15 ml/s sono indicativi di assenza di ostruzione
•Valori di flusso massimo inferiori a 10 ml/s sono suggestivi per un'ostruzione
•Valori compresi tra 10 e 15 ml/s sono dubbi.
Unico deficit di questo esame è che non differenza l'ostruzione al flusso da una scarsa contrattilità detrusoriale. (cioè da una diminuizione dovuta all’ostacolo rappresentato da malattia prostatica, o da una malattia della parete vescicale).
La cistometria ed eventualmente uno studio pressione-flusso, è indicata essenzialmente nei pazienti in cui si sospetta la presenza di una disfunzione vescicale non correlata con l'ostruzione.
Quando, cioè, i sintomi irritativi predominano su quelli ostruttivi: la cistometria può evidenziare nella fase di riempimento vescicale la presenza di una instabilità detrusoriale. Nei pazienti che negano una importante sintomatologia ostruttiva, ma presentano i reperti obiettivi di una vescica trabecolata e/o di un cospicuo residuo vescicale post-minzionale, uno studio pressione-flusso può discriminare i casi in cui a bassi flussi corrispondono elevate pressioni detrusoriali (ostruzione) da quelli in cui a bassi flussi fanno riscontro basse pressioni detrusoriali (vescica ipocontrattile).

Ecografia
Consente infatti di valutare con accuratezza il parenchima renale, di evidenziare un'eventuale ectasia delle cavità escretrici, di identificare eventuali calcoli vescicali secondari e di determinare il residuo vescicale post-minzionale (a tal fine è nettamente preferibile al cateterismo vescicale).
L’ecografia deve essere eseguita a vescica piena prima, e dopo che il paziente è stato inviato ad urinare: la presenza ancora di urina denoterà un residuo postminzionale più o meno cospicuo in caso di ipertrofia prostatica). La combinazione tra ecografia sovrapubica e transrettale permette di valutare con affidabilità le dimensioni e l'ecostruttura della prostata.


Esami radiologici
L'urografia endovenosa è pressoché obbligatoria in presenza di ematuria, sia macro- che microscopica; documenta l'eventuale distensione vescicale e delle vie urinarie superiori (uropatia ostruttiva o idronefrosi, in genere bilaterale), lo stato della parete vescicale, la presenza di diverticoli o di calcoli, l'impronta che la prostata produce (il cosi detto lobo medio aggettante visibile in ecografia ) sul pavimento vescicale e l'entità del residuo vescicale post-minzionale.
Nel sospetto di una stenosi uretrale è indicata l'esecuzione di una cistouretrografia retrograda e minzionale.

Esami endoscopici (Cistoscopia)
L'uretrocistoscopia : valuta le condizioni del collo vescicale, l'eventuale presenza di un lobo medio prostatico (non apprezzabile all'esplorazione rettale) o di una barra cervico-prostatica o la ipertrofia da sforzo con gli aspetti a celle e colonne.



LICOSER  compresse da 320 mg di Serenoa Repens


Il Saw Palmetto (Serenoa repens, palmetto della florida) è una piccola palma a foglie larghe con bacche rosso scuro originaria del Sud degli Stati Uniti (Florida appunto), del Sud-Europa e del Nord-Africa. Il principale principio attivo contenuto nell'estratto di questa pianta è il beta-sitosterolo ma sono contenuti anche altri steroli, acidi grassi liberi, carotenoidi, oli essenziali e polisaccaridi.
Gli indigeni usavano le bacche per curare diverse disfunzioni urologiche, infiammazioni della prostata, disfunzioni erettili e atrofie testicolari.Già alla fine del secolo scorso, l'estratto era annoverato nella farmacopea ufficiale d'oltreoceano. L'efficacia nel trattamento dell'iperplasia prostatica benigna è stata però confermata solo di recente da una rassegna di studi clinici controllati su circa 3.000 pazienti.Paragonata alla finasteride, la pianta produce miglioramenti simili dei sintomi urologici, del flusso di urina e della dimensione delle prostata con minori effetti collaterali (soprattutto riguardo alla disfunzione erettile) e con un costo più basso (LUTS)
Come funziona?Il meccanismo d'azione non è noto: forse dipende dalla combinazione di un effetto antagonista sugli ormoni sessuali, di un'azione antinfiammatoria e di un'alterazione del metabolismo del colesterolo.Anche il National Institute of Health americano ha mostrato interesse per la piccola palma.
L'estratto lipofilico (85-95 % di acidi grassi e steroli) delle bacche di Serenoa repens è utilizzato come adiuvante nel trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna allo stadio I e II e dei sintomi  (LUTS Low urinary tract sinptoms ) ad essa associati.Assunta per via orale, ha mostrato di avere effetti antiandrogeni evidenti, inibendo l'enzima
5-alfa-riduttasi così come il farmaco di sintesi Finasteride, il recettore citosilico del DHT ed il recettore citosilico degli estrogeni.
In definitiva, l’efficacia della Serenoa repens è data dalla sinergia di diversi meccanismi d’azione:
inibizione della 5-alfa-reduttasi, enzima implicato nella trasformazione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), e del conseguente processo di miniaturizzazione del follicolo pilifero, accorciamento della fase di crescita ()e depigmentazione del capello, sino alla totale scomparsa.
antagonismo selettivo locale del legame tra diidrotestosterone e recettore per gli androgeni.
può dunque rappresentare una valida alternativa alla finasteride nel trattamento della ipertrofia prostatica ma anche come effetto non trascurabile in dermatologia , per impedire o rallentare la caduta di capelli di tipo androgenetico in associazione ad altri integratori alimentari .Molte persone spaventate dal possibile insorgere di effetti collaterali derivanti dall'assunzione di finasteride (paure che, è bene ricordare, sono infondate) preferiscono affidarsi a questo estratto di origine vegetale dalle molteplici proprietà.Altri assumono invece 2 capsule di serenoa repens al giorno (620 mg ) 1 compressa ogni 12 ore in orari tali  da distribuire un effetto terapeutico  nelle 24 ore



Licopene
Licopene è un antiossidante naturale della famiglia dei carotenoidi , presente al elevate concentrazioni nel pomodoro maturo e in misura minore nel cocomero, albicocca, uva e papaia.
Chimicamente è costitutito da carbonio e da idrogeno ed in natura è rinvenibile nella struttura “trans”. Il tempo di emivita e di 2-3- giorni ed il suo maggio metabolica e il 5-6-diidrossi 5-6- diidrolicopene
Ha una attivita antiossidante ed antiradicali liberi e sembra avere un ruolo importante nella prevenzione di alcune malattie degenerative quali il cancro della prostata e le malatie cardiovascolari, che sembrano in parte dipendere da fenomeni ossidativi.
In pazienti con tumore della prostata la supplementazione con licopene per sole 3 settimane ha determinato una riduzione dei valori serici di PSA (un marker usato comunemente per monitorare l’andamento della malattia) , suggerendo un effetto antiproliferativo specifico sulle cellule neoplastiche prostatiche.
La rivista Journal of Nutrition ha pubblicato uno studio olandese sull’associazione di licopene e vitamina E nella cura del tumore alla prostata.Sembra che le due sostanze agiscano in sinergia e sono in grado di sopprimere la crescita del tumore prostatico nei topi.Ai topi di laboratorio ammalati di tumore è stato somministrato un mix di licopene e vitamina e sono stati ottenuti i seguenti risultati: nel 73% degli animali il tumore risultava fermato e risultavano ridotti anche i livelli di PSA (antigene prostatico specifico) proteina marker del tumore la cui quantità nel plasma è proporzionale alle dimensioni della massa tumorale.Già altri studi avevano evidenziato i benefici del licopene contenuto nei pomodori, ma nessuno era arrivato ad associarlo con altre sostanze.Per ora non si conosce il meccanismo che blocca la crescita delle cellule tumorali.


Vit E

Ne esistono delle forme sintetiche e analoghi .
Ha una attività :
Antiossidante : molecola liposolubile associata alle membrane biologiche ed alle lipoproteine . protegge i grassi poliinsaturi dalla per ossidazione.
Non antiossidante: a carico di RRR-alfa tocoferil succinato  (in sigla alfa-TOS ). Potente agente antitumorale inibisce la proliferazione delle cellule maligne, causa apoptosi, inibisce l’angiogenesi (cioè i fattori di crescita vascolare). Britsh journal cancer (2003)89

Zinco
Lo zinco è un oligominerale essenziale utilizzato in molti processi corporei.
Nell'uomo influenza lo sviluppo degli organi sessuali e la funzione prostatica.

FUNZIONI

Funziona come anti-ossidante.

Regolarizza il gusto e l'odorato.
Promuove una crescita e uno sviluppo regolari.
Favorisce la cicatrizazione delle ferite.
Promuove una crescita regolare del feto.
Favorisce la sintesi del DNA e RNA.
Promuove la divisione cellulare, la riparazione e la sintesi.
Regolarizza il livello ematico della vitamina A

In particolare, La sua carenza può favorire apporta cambiamenti dannosi nella misura e struttura della prostata, che contiene più zinco di qualsiasi altra parte del corpo umano. Nei casi di disturbi alla prostata, in particolare il cancro alla prostata, i livelli di zinco nella ghiandola scendono.
Nell'ipertrofia prostatica , la sua somministrazione  è in grado di ridurre la dimensione della ghiandola syessa e di  alleviare i sintomi  ad essa collegati (LUTS). L’integrazione di zinco è particolarmente appropriata nelle ipertrofie di medie dimensioni con IPSS di 2 classe (sintomi da lievi a moderati). L'organismo umano contiene circa 2 g di zinco e la necessità giornaliera è di 20 mg nell'adulto e. Il suo dosaggio giornaliero dovrebbe essere di  10 , 15 , 25 mg  a seconda delle necessità .Non sono segnalati casi di tossicità.
La degenerazione della ghiandola prostatica, della vescicola seminale e dello sperma sono reversibili . Le degenerazioni testicolari da carenza di zinco non sono invece reversibili. Piccole carenze di zinco provocano una diminuzione dell’interesse sessuale, una minore concentrazione di spermatozoi e impotenza.

Bibliografia
Lo zinco nella prostata umana
Larue JP; Morfin RF; Charles JFJ Urol (Paris) 1985; 91 (7): 463-8
The quantities of zinc naturally present in prostatic epithelial cells determine the human prostate to be a zinc-rich gland. Since the growth of the prostate depends on androgenic steroid hormones, interrelationships between steroids and zinc were investigated. It appears now that zinc in hyperplastic prostates is bound to cytoplasmic citrate. Metabolic homeostasia in prostatic secretory cells may be insured by inhibition of cis-aconitase by free zinc and its binding to accumulating citrate. The yields of bound zinc are decreased by androgenic steroids (testosterone, 5 alpha-dihydrotestosterone, 5 alpha-androstane-3 alpha, 17 beta-diol) which increase in turn the levels of free zinc, the uptake and the reduction of testosterone and citrate accumulation. In dedifferentiated hormono-independent neoplastic cells, there is less reduction of testosterone and a drastic decrease in zinc levels due to the sole presence of a metallothionein for binding.


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